Pensione anticipata, è davvero possibile | Fai subito questa pratica: non la conosce nessuno

Sebbene in pochissimi lo sappiano, è possibile andare in pensione prima del previsto. Il metodo è facile: devi sbrigarti

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pensione (Pexels)

Le attuali regole in merito al trattamento pensionistico impongono di rimanere al lavoro fino all’età di 67 anni con almeno 20 anni di contributi, secondo la pensione ordinaria di vecchiaia. Non tutti, però, riescono ad arrivare a questo traguardo a quell’età e per molti sapere di poter rimanere a casa dal lavoro un po’ di tempo prima dei 67 anni è un sollievo.

Ci sono ben due modi, poco conosciuti, per accedere al trattamento pensionistico in anticipo. Per metterli in pratica, però, occorre sbrigarsi: ecco tutti i dettagli.

Pensione in anticipo: scopri come

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pensione (Pexels)

Non tutti riescono ad attendere fino ai sessantasette anni compiuti, con vent’anni di contributi, per andare in pensione. Esiste quindi la pensione anticipata, in cui si può rientrare se si rispettano precisi requisiti. Gli uomini devono avere 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre le donne 41 anni e 10 mesi. Chi però non riesce a rispettare neanche questi, sembra che non abbia altra soluzione che stringere i denti e lavorare. In realtà, esistono due modi, che pochissime persone conoscono, che consentono di andare prima in pensione al di là degli anni di contributi o dell’età.

Il primo prevede l’iscrizione a un fondo di pensione complementare. Chi ha maturato all’interno di questo fondo almeno cinque anni, infatti, percepisce la RITA, cioè la rendita integrativa temporanea anticipata. Grazie a questa, che altro non è se non un’erogazione delle somme accumulate del fondo in modo frazionato, il lavoratore può accedere alla pensione prima del tempo. Se si ha accumulato almeno vent’anni di contributi, lo “sconto” sull’età pensionistica è di cinque anni. Nel caso in cui, invece, il soggetto abbia accumulato vent’anni di contributi e sia stato disoccupato per almeno 24 mesi, lo sconto è addirittura di dieci anni.

Il secondo modo prevede la sottoscrizione, tra il lavoratore e il datore di lavoro, di un contratto di espansione. Questo può essere firmato solo se l’azienda ha almeno 50 dipendenti e prevede che, quando mancano cinque anni per l’accesso pensionistico, il lavoratore può andare a casa, sostituito da un giovane, percependo un’indennità mensile per tredici mensilità. L’obiettivo di questo contratto è quello di consentire e favorire il ricambio generazionale e, di conseguenza, è utile sia ai giovani che ai più maturi, che possono beneficiare di questo contratto per andare in pensione prima.

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